Una piccola introduzione alla storia di Parma.

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La città di Parma ha una storia plurimillenaria (nei suoi dintorni sono stati ritrovati reperti che risalgono a 5000 anni fa), ma la sua fondazione urbana, nel 183 a.C, si fa risalire alla conquista romana della pianura padana ed alla costruzione della via consolare Emilia. Della Parma romana restano scarse tracce, per lo più nel disegno urbano del centro cittadino gravitante intorno a Piazza Garibaldi, sede dell’antico foro. Il reperto romano più evidente è quasi nascosto al di sotto del manto stradale all’incrocio tra via Mazzini ed i viali del “lungo parma”. Si tratta delle arcate in pietra di quel che rimane del possente ponte che consentiva il passaggio sopra il torrente Parma del tratto urbano della via Emilia.

Per la sua posizione di collegamento tra pianura e mar Tirreno attraverso l’unico passo appenninico agevole, la via di monte Bardone (parte importante del percorso che collegava Canterbury a Roma, la via Francigena), la città godette di una certa importanza anche dopo la fine dell’impero romano.

Le vicende che seguirono alla caduta dell’impero furono travagliate e coinvolsero la città con invasioni, distruzioni, ricostruzioni e ancora nuovi padroni stranieri che lasciarono tracce di sé nella lingua locale ed in alcuni aspetti del carattere dei parmigiani, poco inclini all’obbedienza, ma generosi e solidali con chi è nel bisogno. E’ nel millennio che comprende il lungo periodo medievale, con le sue turbolente lotte tra i sostenitori del potere imperiale e quelli della supremazia papale, che la città ed il suo territorio cambiano volto.

Alle lotte tra i diversi schieramenti si deve ’intensa opera di incastellamento, sia delle zone di pianura che di quelle collinari ed appenniniche. Oggi tra ruderi e manieri ancora perfettamente agibili si contano in tutto il territorio parmense più di 40 castelli. In questo tormentato periodo la città, a testimonianza della sua salda identità cristiana, si dota di numerosi ed importanti edifici religiosi, di cui la Cattedrale romanica ed il Battistero sono l’esempio più evidente, simboli della sua cittadinanza. Veri scrigni di tesori d’arte, questi edifici sono soprattutto il segno della fede corale degli abitanti della città che tutti insieme parteciparono alla loro costruzione. Altra presenza importante è quella dell’ordine religioso benedettino.

pagint_storia_1L’Abbazia di San Giovanni Evangelista costruita nel 980 d. C. è la terza per ordine di estensione e d’importanza di tutta Italia. L’ordine benedettino, con la sua regola fondata sull’alternarsi di lavoro e preghiera ha avuto un’enorme importanza nella trasformazione del territorio, nell’innovazione e nella produzione agricola. Bonifiche, impianti viticoli, produzione lattiero casearia e di salumi, che ancora oggi caratterizzano il territorio parmense facendone uno dei punti di forza della sua attività artigianale ed industriale, si devono storicamente al lavoro di questi monasteri.

Sul finire dell’epoca medievale, con l’instaurarsi delle signorie, la città vide l’emergere di tre grandi casate, i Rossi, i Sanvitale ed i Pallavicino, che si contesero a lungo il potere, facendo gravitare Parma, da un lato, nell’orbita delle potenti famiglie lombarde dei Visconti e degli Sforza e dall’altro in quella ferrarese degli Estensi. Nonostante il perdurare di conflitti e rovinosi rovesci di fronte per la città, sul finire del 400 e nei primi decenni del XVI secolo, si ha un fiorire delle arti, con meravigliosi cicli d’affreschi commissionati a due dei più grandi artisti dell’epoca: Antonio Allegri, detto il Correggio e Francesco Mazzola, il Parmigianino.

Nel 1545, dopo un periodo di relativa anarchia politica, il Papa, Paolo III Farnese proclamò duca di Parma e Piacenza il figlio Pier Luigi. I Farnese trasformeranno la città in una piccola capitale, abbellendola con i monumenti della nuova corte: residenze e giardini dei duchi, edifici amministrativi e di rappresentanza, un mirabile teatro ligneo e nuove fortificazioni. Non solo la città, ma anche il territorio beneficiò dell’oculata amministrazione dei nuovi signori, i quali si adoperarono per limitare privilegi e poteri della nobiltà feudale, per favorire un equa distribuzione del prelievo fiscale, lo sviluppo delle industrie, il miglioramento della viabilità e della giustizia.

La signoria farnesiana diede un forte impulso sia alle arti che alle istituzioni culturali e scolastiche, lasciando un’impronta duratura nella città. A questo periodo si devono la costruzione del Ducale pagint_storia_2Teatro, con il rafforzamento dell’orchestra di corte, del Collegio dei Nobili per l’educazione dei figli della nobiltà italiana e l’aumento di privilegi e rendite economiche per l’Università. A causa della lenta decadenza dei Farnese, il ducato passò ai figli di Elisabetta, l’ultima erede legittima della famiglia, la quale, per fortunati intrighi politici era andata sposa al vedovo Filippo V di Borbone, re di Spagna. Nel 1731 Parma entra dunque nell’orbita internazionale dapprima con la casa regnante dei Borbone, ai quali si deve un nuovo impulso urbanistico e culturale con la nascita dell’Accademia delle Belle arti, della Gazzetta di Parma e la costituzione della prima collezione di reperti romani provenienti dagli scavi archeologici della ritrovata città di Veleia, che oggi costituiscono una delle parti più pregevoli e storicamente importanti del Museo Nazionale Archeologico di Parma. Le alterne vicende che seguirono l’avventura napoleonica, assegnarono il ducato alla sua seconda moglie Maria Luigia d’Asburgo Lorena, figlia dell’imperatore d’Austria Francesco II. Il suo lungo governo, tra luci ed ombre, accompagnerà la città alle soglie dei moti risorgimentali descritti da Stendhal, nel celebre romanzo “La Certosa di Parma”. Nella memoria popolare la figura della duchessa Maria Luigia rimane circondata da una grande simpatia tanto che sulla sua tomba, nella cripta dei cappuccini a Vienna, non manca mai un mazzolino di violette, il suo fiore preferito, offertole dalla città. A lei si deve la costruzione del Teatro Regio, tempio della lirica e vero terrore per artisti di ogni paese per l’esigente e critica competenza del suo pubblico affezionato. Qui volle curare la presentazione italiana dell’Aida, uno dei più illustri figli della terra parmense, il genio della lirica mondiale Giuseppe Verdi, qui suonò Arturo Toscanini e hanno cantato i più grandi interpreti della musica lirica.

L’amore per l’opera scorre ancora nelle vene di tanti parmigiani che si mettono in fila, fin dalle ore notturne, per acquistare gli abbonamenti per la stagione lirica. Amore per il bel canto, amore per la buona cucina, ma soprattutto amore per la propria indipendenza e libertà sono alcuni degli aspetti del carattere dei parmigiani, accorsi numerosi nell’esercito garibaldino, si sono opposti con determinazione e fierezza alle prime scorrerie delle brigate nere fasciste barricando gli storici quartieri dell’oltretorrente e ricacciando le milizie comandate da Italo Balbo, l’eroe fascista della transvolata atlantica. Ancora oggi è facile vedere, nei pressi del ponte di Mezzo, sulle massicciate che contengono l’alveo cittadino del torrente Parma, l’ironica scritta in vernacolo parmigiano: “Balbo, t’è passè l’oceano, mo’n t’è mia passè la Pärma” (Balbo, hai superato l’oceano, ma non hai superato la Parma). Con questo spirito indomito si è combattuta, nella città e sulle sue montagne, la guerra partigiana, di resistenza e di liberazione che ha valso alla città la medaglia d’oro al valor militare.

 

 

LA STORIA DI PARMA

Le alterne vicende che seguirono l’avventura napoleonica, assegnarono il ducato alla sua seconda moglie Maria Luigia d’Asburgo Lorena. Il suo lungo governo, tra luci ed ombre, accompagnerà la città alle soglie dei moti risorgimentali descritti da Stendhal, nel celebre romanzo “La Certosa di Parma”.
1815 - Maria Luigia diventa Duchessa di Parma
I Farnese trasformeranno la città in una piccola capitale, abbellendola con i monumenti della nuova corte.
1545 - il Papa, Paolo III Farnese proclama la nascita del ducato di Parma e Piacenza
L’ordine benedettino, con la sua regola fondata sull’alternarsi di lavoro e preghiera ha avuto un’enorme importanza nella trasformazione del territorio, nell’innovazione e nella produzione agricola.
980 D. C - Costruzione abbazia di San Giovanni
La nascita della città risale alla conquista romana della pianura padana ed alla costruzione della via consolare Emilia.
183 A.C. - Fondazione di Parma

 

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